Rifiuti: tutti i buoni sono straordinari

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Tra le tante questioni sul tavolo del Sindaco Pietro Tidei comincia a diventare urgente la soluzione del problema dell’appalto sulla raccolta ed il trattamento dei rifiuti urbani. Ancora non si sono placate le polemiche che hanno accompagnato l’estate e che riguardavano il ritiro del verde, dei residui derivanti dalla manutenzione dei giardini. Ormai i cittadini ci hanno fato il callo e nulla più c’è di strano nel conferire direttamente in cantiere, il deposito della società Gesam in località Perazzeta, piuttosto che nei due punti straordinari di raccolta istituiti su via delle Colonie ed a Santa Severa il martedì ed il giovedì.

Il problema è il contratto di appalto. La società, che si è vista riassegnare l’appalto dal Commissario straordinario del Comune, non è riuscita ancora a sottoscrivere il nuovo atto poiché il bilancio del Comune non è ancora stato asseverato dai tecnici del Ministero dell’Interno, gli esperti di finanza locale. Oltre alla questione della proroga anche il resto delle vicende relative al mantenimento dell’appalto con le vecchie condizioni è diventato molto caldo. Non essendovi una materiale certezza riguardo la partenza del nuovo accordo anche la società Gesam non ha ancora eseguito gli investimenti necessari a dotare tutti i suoi dipendenti delle attrezzature individuali per svolgere adeguatamente il lavoro, personale che è sotto organico e pertanto deve spesso ricorrere agli straordinari.

Un altro problema riguarda la sede dell’azienda che finora era stata collocata nella zona industriale di Tolfa. Pare che la struttura, a breve, non sia più disponibile a causa del termine del contratto di locazione del capannone, contratto prorogato ma non rinnovato. Qualcuno vorrebbe appoggiare un capannone nuovo vicino all’esistente cantiere di Perazzeta ma oltre alla presenza del rischio biologico recato dal depuratore Acea esiste un importante vincolo archeologico che impedirebbe di costruire altre strutture, pur se provvisorie. Il vincolo è la stessa ragione per la quale la strada che conduce all’impianto è ancora sterrata e non si potrebbe asfaltare, facendo sollevare un gran polverone ad ogni passaggio di mezzo leggero o pesante e rendendo insalubre la sosta prolungata nei paraggi dell’impianto.

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