Multiservizi, chiacchiere e confusione

Quello della Multiservizi di Santa Marinella potrebbe diventare un problema importante, una grana di proporzioni colossali, tanto da mettere a rischio l’esistenza stessa dell’azienda. Non è semplicemente riducendo il valore del contratto che si sistemerebbero i conti del Comune. Il venti per cento che dovrebbe essere tolto dal monte fatturabile non può semplicemente essere ripreso e guadagnato ricorrendo al mercato.

Provo a spiegarmi meglio. Facevo riferimento ieri alla riduzione del valore del contratto di servizio che lega l’amministrazione comunale cittadina alla sua società multiservizi, quella di cui il Comune di Santa Marinella è socio unico, la Santa Marinella Servizi. Il nuovo bilancio comunale prevede che al posto del milione e settecentomila euro di contratto di servizio questo venga ridotto di circa 250.000 euro l’anno.

Fare questo significherebbe per la società fatturare di meno e quindi avere meno risorse per pagare costi e dipendenti mentre i servizi da svolgere dovrebbero essere gli stessi. Cosa che non ha una sua logica avendo la Società un unico cliente, la nostra Città appunto, e non potendo avere altri, pena la perdita del privilegio consistente nell’assegnazione degli appalti comunali senza doverli prima mettere a bando e quindi senza subire alcuna concorrenza da parte del mercato.

Chi ha proposto di far svolgere alla Società servizi verso il mercato, ad esempio nel settore della bonifica dell’amianto, non conosce la normativa. Non è possibile far svolgere ad una Società che opera servizi in house, quindi senza procedure con evidenza pubblica, attività che già non svolga nel contratto di servizio che la lega al committente Ente pubblico, pena appunto la perdita della qualità di unico appaltatore. La SMS dovrebbe aprirsi al mercato su settori di attività che già pratica, quindi quelli delle manutenzioni leggere, edili, stradali e del verde, settori nei quali già nel privato c’è un’elevata concorrenza tra le aziende cittadine e l’ingresso della multiservizi disturberebbe un mercato locale già in asfissia.

Poi c’è un altro problema. Per fare il venti per cento di lavoro in più non si potrebbero impiegare le stesse risorse. Il venti per cento richiesto per riallineare i conti è esclusivamente un profitto, al netto dei costi, che dovrebbe rimanere nelle mani dell’azienda per pagare le spese residue. Fare questo con la medesima forza lavoro è fisicamente impossibile, a meno che qualcuno non dimostrasse che i dipendenti della società non facciano il proprio dovere fino in fondo, e questa sarebbe una grande bugia.

La crisi che attraversa l’amministrazione comunale di Santa Marinella non ha soltanto un sapore politico ma anche un colore marcatamente amministrativo. Non si risolveranno i problemi della Città continuando ad attribuire colpe a destra e mancina ma solo con fatti, proposte e progetti concreti.

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