Mare, profumo di mare

A proposito di chi crede ciecamente che una crociera al giorno tolga i problemi di torno, l’altro giorno ragionavo intorno alla mancanza completa di ogni forma di comunicazione da parte di un’amministrazione comunale che non fa registrare soltanto la mancanza di risultati, a quasi un anno dal suo glorioso insediamento, ma che non riesce nemmeno a condividere una strategia. Oggi vi posso confermare che il problema della comunicazione è dovuto alla necessità di far calare intorno ai fatti di via Rucellai una cappa di pesantissimo piombo. Ci sono consiglieri comunali che si infasciano e pretendono di mettere bocca su tutto, iper presenzialisti ed onniscienti, e consiglieri comunali che invece rimangono sotto il pelo dell’acqua e non riescono ad esprimersi su nulla ed anzi, lo abbiamo letto tutti, ricevono messaggi che li obbligano a non intervenire nemmeno sui social.

Insomma un’amministrazione comunale a due velocità, tagliata in due, dove da una parte quelli che pensano di saperlo fare dicono agli altri che possono soltanto guardare. Indubbiamente la politica è un’altra cosa e mai ci saremmo attesi da una compagine, pur variegata, inesperta e colorata come questa, una serie di personalismi talmente forti e così tanto inutili da far perdere la pazienza ad qualsiasi Santo, anche il più spettinato. Ora ci si mettono anche gli encomi rilasciati a pioggia ed in maniera indiscriminata al personale comunale, quasi a premiare un po tutti del meraviglioso pantano nel quale è stata parcheggiata questa Città ancora in folle e con il freno a mano tirato, situazione dalla quale nessuno, dipendenti e funzionari compresi, può chiamarsi fuori. Gli encomi e le promozioni sono il paradigma stesso di un’allucinazione nella quale chi si fa attirare dalle sirene di via Rucellai deve da qualche anno soffrire, e pare sia una patologia difficilmente curabile. Fare finta di fare qualsiasi cosa ma rimanere fermi sul posto, spaccare invece di costruire ed insultare invece di dialogare però devono essere stati registrati come marchio di fabbrica visto che anche la Giunta comunale soffre della spessa patologia.

Insomma anche la Giunta, con i personalismi di qualcuno, è sul punto di esplodere e l’assenza del Vicesindaco alla manifestazione dello scorso 25 aprile, festa nazionale, deve essere per forza letta in questa chiave. Proprio lui si era dimesso, salvo poi ripensarci, sull’onda del montare dei punti di contrasto tra i componenti del consesso e delle critiche che i cittadini rivolgono in maniera sempre più forte a chi chiedendo sacrifici ed imponendo provvedimenti impopolari ancora non si è riuscito nemmeno a far certificare il bilancio riclassificato. Il Sindaco è solo e sarà ancora più solo se si dovesse dimettere un altro membro di Giunta, magari proprio quel Barbazza che ha fatto dell’insofferenza un marchio di fabbrica e vorrebbe marciare ad un altra velocità rispetto alle esigenze ed agli obiettivi degli altri assessori. Barbazza non è l’indeciso Bianchi e non tornerebbe mai sui sui passi. Non basterebbe a quel punto sostituire un assessore con un altro ma bisognerebbe decretare la crisi, che si aprirebbe sul piano politico pur essendo questa amministrazione comunale quella che meno di tutti è stata connotata politicamente.

Mare profumo di mare, questa Giunta la voglio lasciare.

I tecnici che dovevano rianimare il moribondo si sono fatti superare dai presuntuosi che non tollerano intromissioni ma nemmeno vogliono assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo. Tutta gente alla quale piace vincere facile e che non si è ancora accorta che a perdere saranno sempre e come al solito i cittadini.

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