La mancia su Roma

Ci sono cose che devono essere fatte e troppo spesso si fanno per default, in automatico, senza capirle, senza interpretarle. Ieri nel solito e dimesso teatrino rappresentato dal Consiglio Comunale di Santa Marinella è andata in scena l’ennesima replica della convenzione con alcune Associazioni locali in nome della macchina della Protezione Civile.

In nome della Protezione Civile si fanno molte cose, è un mantello molto ampio e spesso adatto a coprire mille situazioni ma che veramente in pochi conoscono a fondo e interpretano in maniera utile. Questo Comune si è finalmente, dopo tanti tentativi abortiti, dotato di un piano di emergenza comunale. Come dicevo sopra e come ogni atto che si adotti per default questo è rigorosamente chiuso in un cassetto. Potremmo immaginarci il Sindaco, unico vero attore, che gira con una valigetta legata al polso da una catenella pronto a premere il pulsante rosso in caso di catastrofe.

Quel piano è rimasto in un cassetto, in spregio alle norme, al buon senso ed all’utilità è pubblica. Soldi pubblici spesi per un progetto che mai è stato diffuso e mai è stato messo in opera. Autorizzare una convenzione con le Associazioni di volontariato è un atto inutile, formalmente rilevante perché conferisce rassicurazioni ma tecnicamente non idoneo a giovare in alcun modo alla collettività. Esisteva una centralità del sistema convenzionale nei precedenti modelli di Protezione Civile; con il testo unico emanato nel gennaio 2018 al centro delle azioni pubbliche è stato posto il piano di emergenza comunale, proprio quella cosa che noi abbiamo pagato e che è chiusa nella valigetta legata al polso del Sindaco.

La nuova Protezione Civile, da tempo, si basa sul concetto di “comunità resiliente” ed è fondata su tre pilastri, quello della formazione della Comunità, quello della risposta e quello del recupero. Basare l’azione pubblica sulla sola risposta, al netto della sua effettiva efficienza, è tradire il senso delle norme e non rendere un servizio alla collettività. Qui a Santa Marinella nessuno ha mai preparato la Comunità, fornito ai cittadini gli strumenti per imparare ad auto proteggersi e sapersi destreggiare durante una catastrofe o un disastro. Questo è il posto dove disegniamo e pitturiamo gli stalli dei parcheggi a ripetizione, sia bianchi che blu, ma nel quale non esistono i cartelli che obbligatoriamente devono indicare le vie di fuga, le aree di ammassamento ed i punti ri raccolta, pur previsti nel piano di emergenza comunale.

Non si amministra sicurezza, in fondo, delegando ogni declinazione di benessere alle macchinette autovelox o ai parchimetri, incrociando le dita affinché non succeda nulla e sperando di poter girare pagina ad ogni fine settimana fino a quando qualcuno avrà la faccia tosta di venirci a spiegare a cosa serva firmare una convenzione con un’associazione se il piano di emergenza rimane nella valigetta del Sindaco. Anche perché far fare la viabilità alle associazione di volontariato, mettere i volontari in mezzo alla strada con la paletta in mano o a guardia della transenna posta di traverso sulla via è una cosa che non rientra nel normale svolgimento dei loro compiti, come ribadito da una serie di indicazioni rilasciate sia dal Ministero degli Interni che dal Dipartimento della Protezione Civile.

Non accontentiamoci quindi dei contentini ma cerchiamo, ognuno per il proprio compito e nell’interesse della collettività, di andare al sodo, cogliere le cose per quello che sono, sfruttare le opportunità mettendoci a disposizione della Comunità. La politica deve essere fiancheggiatrice di questa azione che riguarda soltanto i cittadini ed il loro modo di concepire i propri diritti. Ma non si confondano le opportunità con gli obblighi e non si perseveri nel distrarre risorse pubbliche dalla loro naturale destinazione, si adoperino piuttosto le poche risorse a disposizione per ottemperare agli obblighi imposti dalla Legge e dalle buone pratiche, nell’esclusivo interesse della Città.

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